Chiamati anche "microstati", i piccoli stati europei con tassazioni agevolate sono Andorra, San Marino, Monaco, Liechtenstein e Gibilterra. Si tratta di paesi che non dispongono di una potenza economica tale da potersi imporre nel panorama internazionale, principalmente a causa della scarsità di risorse e del ridotto numero di abitanti.
Attirare capitali e investimenti esteri, quindi, consente a queste nazioni di compensare la mancanza di adeguate forze produttive.
Tra i loro punti di forza ci sono proprio le piccole dimensioni: un territorio poco esteso, infatti, risulta notevolmente più facile da gestire e da innovare. Ecco perché molto spesso i primi paesi al passo con i tempi sono proprio i microstati.

A ciò si aggiungono una solida condizione di stabilità politica e alcuni accordi molto vantaggiosi con l'Unione Europea. Nei confronti dell'UE, questi paesi godono di grande autonomia, perché non vi aderiscono ufficialmente e quindi non devono sottostare ai vincoli e alle normative degli stati membri.
Ma quali sono, esattamente, i vantaggi "pratici" offerti dai piccoli stati europei con tassazioni agevolate?
Innanzitutto, una pressione fiscale molto leggera, tanto per le imprese quanto per i privati; poi i controlli doganali poco rigorosi, nonché un gran numero di agevolazioni e opportunità per chiunque abbia la residenza fiscale in loco, cosa che però non sempre è facile da ottenere.
È il caso, ad esempio, del Principato di Monaco, dove tra i requisiti per la concessione della residenza ci sono l'apertura di un conto corrente con almeno 500 mila euro e la disponibilità di un’abitazione (di proprietà o in affitto).